Due importanti caratteristiche di un
gene chiave nello sviluppo della
malattia sono presenti in quasi tutte le
specie di mammiferi, uomo incluso, ma non
nei topi e nei ratti
Uomini e topi hanno mostrato di avere
differenze potenzialmente critiche, finora
ignorate, in uno dei geni coinvolti
nell'insorgenza della distrofia muscolare di
Duchenne (DMD). A scoprirlo è stato un
gruppo di ricercatori del King's College di
Londra che ne parlano in un articolo
(Profound human/mouse differences in alpha-dystrobrevin isoforms: a novel
syntrophin-binding site and promoter missing in mouse
and rat) pubblicato sulla rivista BMC Biology.
In particolare hanno scoperto che due
importanti caratteristiche di un gene chiave
nella DMD sono presenti in quasi tutte le
specie di mammiferi, uomo incluso, ma non
nei topi e nei ratti. Questo risultato mette in
questione il ricorso a questi animali come
modello di riferimento per lo studio della
malattia.
La scoperta è stata fatta da Roland Roberts e
collaboratori nel corso dello studio della alfa-
distrobrevina, una sotto-unità citoplasmatica
del complesso proteico associato alla
distrofina, che nella DMD è disfunzionale. La
DMD è una miopatia che provoca la perdita di
massa muscolare in tutto il corpo, ma può
essere anche associata a effetti neurologici che
possono manifestarsi come cecità notturna,
disturbi nella visione dei colori o difficoltà di
apprendimento. La α-distrobrevina è espressa
in modo particolarmente spiccato proprio a
livello cerebrale. «Due differenze
precedentemente non notate (un interruttore
genico, o promotore, e un nuovo sito di
legame per la sintrofina) sono codificate dal
gene per la α-distrobrevina di quasi tutti i
tetrapodi, eccetto che nel topo.
Riteniamo che questo riconoscimento tardivo
di caratteristiche chiave di un gene che è
intensamente studiato fin dalla sua scoperta
13 anni fa sia dovuto al predominio del topo
quale modello animale per lo studio della
DMD e alla specifica distruzione di queste
parti del gene nel topo», ha osservato Roberts.
Dal confronto con il genoma di altri roditori,
risulta che questa semplificazione del gene
per la alfa-distrobrevina nel topo e nel ratto si
sia verificata fra i 30 e i 40 milioni di anni fa.
(gg)